venerdì 19 luglio 2013

Recensione: L’accademia dei vampiri

 Trama  :"L'accademia St.Vladimir non è una scuola normale... è un nascondiglio in cui ai vampiri viene insegnata la magia e i mezzi umani vengono allenati per proteggerli. Rose Hathaway è una Dhampir, la guardiana della sua migliore amica Lissa, una principessa vampira Moroi. Le due sono in fuga, ma ora stanno per essere ricondotte alla St.Vladimir... l'unico vero posto in cui sono più in pericolo. Rose e Lissa rimangono invischiata in amori proibiti, la spietata scena sociale dell'Accademia, e indicibili rituali notturni. Ma devono stare attente per paura che gli Strigoi-i vampiri più feroci e pericolosi che camminino sulla terra-possano far di Lissa una di loro."

L’accademia dei vampiri, della giovane autrice Richelle Mead, è sicuramente una delle migliori saghe young adult in circolazione. Umorismo, azione, amicizia, gelosia e romanticismo sono voci perfettamente amalgamati in un coro in questo meraviglioso romanzo. La voce narrante è quella di Rose, una dhampir ( ovvero metà umana e metà vampira), migliore amica di Lissa Dragomir, ultima moroi ( vampiro) della sua casata reale; la sua è una voce che difficilmente il lettore all’inizio del romanzo riesce ad accettare, soprattutto se abituate ad eroine di libri totalmente indifese. Rose è arrogante, egoista, sagace, sarcastica, senza peli sulla lingua, sicura di se. È la principessa che non ha bisogno di essere salvata dal principe azzurro: probabilmente lo prenderebbe a calci nel sedere. Lissa è il suo opposto, non è indipendente, non è forte, è molto fragile anche da un punto di vista mentale. Rose e Lissa hanno legame, che permetta a Rose di saper sempre cosa passa per la mente di Lissa letteralmente: lei scivola nella sua mente. Dal punto di vista amoroso se Lissa è troppo presa da un moroi reale emarginato, Christian, Rose , beh ha un debole per la Russia.
Non potevo essere la ragazza di Mason perché quando immaginavo qualcuno stringermi e sussurrarmi cosacce all'orecchio, quella persona aveva un accento russo.
Ah Dimitri, Oh mio Dimitri.. Ok Basta. Dimitri è l’istruttore di Rose colui che cercherà di farle recuperare i due anni di allenamento perso a causa di una fuga molto particolare dalla St Vladimir. Russo, alto, moro, capelli invidiabile e un amore per i western rendono il suo un personaggio indimenticabile.
La storia ideata dalla Mead è originale, mai scontata, deliziosa in ogni sua sfumatura, lo stile da lei utilizzato è molto semplice, scorrevole. Ma la perla dell’opera sono sicuramente i personaggi in particolare Rose, che col passare del tempo si renderà conto dei suoi errori e diventerà una perfetta novizia.
In conclusione non posso fare altro che consigliarvi questo meraviglioso romanzo che non vi deluderà!

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